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Dylan Dog: che passione!

Quanto tempo che non scrivo! I miei interventi sul blog si fanno sempre più dilazionati nel tempo, vuoi per mancanza di tempo, vuoi a volte per mancanza di voglia forse! Quanti post sono nati nella mia mente e poi non hanno mai visto la luce sul blog per un motivo o per un altro!
Tra questi ci sono quelli su Dylan Dog, una delle mie grandi passioni!

Immagino che tutti abbiano almeno sentito parlare di questo fumetto, forse il più diffuso in Italia con circa un milione di copie stampate ogni mese! Ricordo ancora come è cominciata la mia passione, indirettamente è stato mio padre che ha suscitato in me la curiosità di leggere il primo "Dylan Dog". E’ un aneddoto che mi piace raccontare: avevo circa 11 anni ed eravamo nella sala di aspetto di un non meglio precisato medico. Tra i soliti "Famiglia Cristiana", "Panorama", "Espresso" e giornali di gossip, tutti ovviamente totalmente privi di interesse per un bambino di 11 anni, campeggiava questo fumetto con la copertina nera e la scritta gialla "Dylan Dog". Io, da lettore di Topolino qual ero, mi sono ovviamente lanciato su questo nuovo fumetto, ma ricordo ancora la frase di mio padre: "Dylan Dog? Non è adatto a te, sei ancora troppo piccolo, ci sono scene violente, è un horror". Rimasi con la curiosità quella volta, ma non me la presi a male, possibilmente perchè il nostro turno dal dottore arrivò di lì a poco :-) Tempo dopo, andando in edicola per comprare il solito Topolino, vidi che poco più in là tra gli scaffali faceva capolino il "fumetto dalla copertina nera". La curiosità si riaccese in me e decisi di comprarlo. E così lessi il primo Dylan Dog, dal titolo "La sfida", non lo scorderò mai. Rimasi entusiasta, e mi ritengo fortunato, vi spiego più avanti il perchè.

Comincio col dire che ho sempre sostenuto che per farsi un’idea di Dylan Dog non basti leggere un numero, bisogna leggerne almeno 5 o 6, meglio se selezionati da qualcuno che apprezza il fumetto, come il sottoscritto. Questo per un semplice motivo: non si può etichettare Dylan Dog sotto il genere "horror", sarebbe troppo riduttivo, mi piace definirlo come un sapiente mix di generi. In esso trovano spazio il genere giallo, noir, fantasy, romantico, malinconico, drammatico, psicologico, sociale, con punte di morale e denuncia sociale, e chi più ne ha più ne metta. Ciò permette di riflettere su cose che spesso viviamo quotidianamente senza rendercene conto o su cui non abbiamo un’opinione, a volte per la vigliaccheria o il senso di "comodo" che appartiene un po’ a tutti. La cosa più bella è che ci sono numeri che si possono inquadrare in uno di questi generi, altri che vengono fuori dalla mescolanza di alcuni di essi, facendo di ogni numero qualcosa di diverso e di "originale" rispetto agli altri, ed è questa per me la cosa più bella.
Alcuni di essi poi sono quasi incomprensibili, o meglio hanno il preciso scopo di lasciare a ciascuno di noi la propria libera interpretazione, altri sembrano chiari e lineari ma il colpo di scena alla fine non ci fa capire più nulla, o meglio, riesce con l’ausilio di qualche vignetta a cambiare totalmente la chiave di lettura dell’albo.
Ecco perchè per farsi un’idea di Dylan Dog bisogna leggere più numeri, solo così si può avere una visione d’insieme.

E adesso posso anche dirvi perchè sono stato fortunato: nessuno di "competente" mi aveva direzionato verso Dylan Dog, quindi la mia idea si è formata sulla lettura di un solo numero, "La sfida" appunto. Per fortuna questo numero aveva le caratteristiche che hanno fatto "breccia" dentro di me: trovavano posto horror, giallo, un po’ di psicologia, informatica e realtà virtuale (e già, la mia passione per l’informatica era ancora in fase embrionale ma già definita), con una trama che si rende chiara solo nelle ultime pagine e con una vignetta finale che ti lascia il dubbio "di non averci capito nulla". A parte le tematiche a me congeniali, ho apprezzato particolarmente questa "apparente" mancanza di logica, ancora oggi mi piacciono i film cosiddetti "anti-hollywood" e con trame poco chiare, il fatto che ti colpiscano e stimolino la riflessione è comunque un obiettivo secondo me non indifferente.
Insomma, ho molto apprezzato questo mio primo Dylan Dog, ma immaginate se avessi letto uno dei numeri (è normale che ci siano) che non mi sono piaciuti o non mi hanno lasciato nulla, mi sarei fatto un’idea negativa e non avrei letto più Dylan Dog, perdendo di fatto moltissimo. Ecco perchè raccomando a chi dovesse leggere questo post e incuriosirsi a farsi prestare da qualche amico "competente" alcuni numeri scelti che diano un’idea più o meno completa di ciò che il fumetto rappresenta. Prima o poi scriverò io stesso una lista dei numeri "consigliati" per iniziare, promesso :-D

Per concludere, da quella volta è nata una passione che mi ha portato ad acquistare uno dopo l’altro i vari numeri, sia quelli nuovi che continuano ad uscire con cadenza mensile, che quelli vecchi, usciti in versione "Ristampa" o "Seconda Ristampa", non mi frega se così valgono di meno, tanto non li venderò mai, dovrei togliere un pezzo di me e della mia giovinezza… Ho sottratto a mia mamma dopo qualche discussione un mobiletto dove mi piace tenerli in ordine uno dopo l’altro, in modo da scorrere col dito e scegliere quale leggere quando ne ho voglia.
Durante la mia crescita mi sono quindi "nutrito" spesso di Dylan Dog, alcuni qui faranno una battutaccia, ma credo che la mia attitudine a riflettere un po’ su tutto o a denunciare l’ipocrisia o la pochezza umana siano  un po’ anche merito di questo grande fumetto che ha contribuito alla mia educazione, senza nulla togliere ovviamente ai miei cari genitori!


E con questo ho concluso, scusate la lunghezza del post, ma dovevo questo tributo a Dylan. A breve, sempre se avrò tempo e voglia, scriverò un post su un Dylan Dog che ho riletto ieri dopo tanto tempo, uno di quelli malinconici che mi commuove ancora quando arrivo alla fine: "Il lungo addio".
Spero di aver stuzzicato la curiosità di qualcuno e…buona lettura! ;-)

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Il grande dittatore – part 2

Non so se qualcuno di voi ricorda il post su "Il grande dittatore" che ho scritto qualche anno fa, riportava il testo del video che era comparso in quel periodo su MTV e che ricordava l’ancor più famoso nonchè omonimo film con Charlie Chaplin. Beh, adesso vi posto il video, è un remake dell’originale fatto veramente bene, ho scelto di postare questo per le immagini forse un po’ forti ma che rendono bene l’idea, d’altronde nascondersi e cercare di ignorare il problema sperando che anche lui ignori noi è da codardi oltre che da incoscienti. Mi auguro che questo video colpisca tutti e tocchi le corde più profonde dei nostri cuori. E’ questo il fine ultimo a cui dovrebbero mirare gli uomini, un mondo migliore, più giusto, in cui tutti si amino e siano pronti a difendere ed aiutare gli altri. E’ un discorso indipendente da qualsiasi religione, il premio non è il paradiso alla fine di questa vita, ma un mondo e una vita migliore, dovrebbe essere un premio per tutti, ma mi rendo sempre più conto che per molti non è così. Da "Il grande dittatore" di Chaplin son passati quasi 70 anni, ma non mi sembra sia cambiato molto. Buona visione:

Qui sotto trovate invece il link a quello originale, ancora più bello per certi aspetti:

http://www.youtube.com/watch?v=KbidLa2JbVA

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Vecchi tormentoni…a volte ritornano :-)

Sono sicuro che quasi tutti conoscono queste due canzoni, sono state dei tormentoni in passato e sono tuttora conosciutissime. Provate ad ascoltarli, vi prenderanno facilmente :D

Cher – The Shoop Shoop Song


4 Non Blondes – What’s up

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Per chi soffre, anche se non risolve può aiutare…

Quasi tutti gli uomini,
vivono, fisicamente,
intellettualmente o moralmente,
entro il cerchio d’una parte assai ristretta
del loro essere potenziale.
Fanno uso di una piccolissima porzione della loro coscienza possibile
e in generale delle loro risorse spirituali,
più o meno come un uomo che contraesse l’abitudine
di usare e muovere,
del suo intero organismo, soltanto il dito mignolo.
Situazioni di emergenza e crisi ci dimostrano che possediamo risorse vitali,
assai superiori a quanto supponessimo.

William James


Tutto ciò che non mi uccide, mi fortifica.

Friedrich Wilhelm Nietzsche

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Siamo una razza in estinzione

Per ogni ragazzo che ha detto “il sesso PUÓ aspettare”
Per ogni ragazzo che ha detto “sei bella”
Per ogni ragazzo che non era mai troppo impegnato per guidare dall’altra parte della città (o dello stato) per vederla
Per ogni ragazzo che le regala fiori e un biglietto quando è malata
Per ogni ragazzo che le regala fiori senza un perché
Per ogni ragazzo che ha detto che sarebbe morto per lei
Per ogni ragazzo che lo avrebbe fatto veramente
Per ogni ragazzo che ha fatto quello che voleva lei
Per ogni ragazzo che ha pianto di fronte a lei
Per ogni ragazzo di fronte a cui lei ha pianto
Per ogni ragazzo che le ha tenuto la mano
Per ogni ragazzo che la bacia con un motivo
Per ogni ragazzo che la abbraccia perché è triste
Per ogni ragazzo che la abbraccia senza alcun motivo
Per ogni ragazzo che le darebbe la giacca
Per ogni ragazzo che chiama per sapere se è tornata a casa sana e salva
Per ogni ragazzo che starebbe seduto ad aspettare per ore solo per vederla dieci minuti
Per ogni ragazzo che le cederebbe il posto
Per ogni ragazzo che vuole solo coccolarla
Per ogni ragazzo che la rassicura che è bella non importa cosa faccia
Per ogni ragazzo che le ha confidato i suoi segreti
Per ogni ragazzo che ha provato a dimostrarle quanto le volesse bene attraverso ogni parola e respiro
Per ogni ragazzo che ha pensato “questa potrebbe essere quella giusta”
Per ogni ragazzo che ha creduto nei suoi sogni
Per ogni ragazzo che avrebbe fatto qualunque cosa perché lei li potesse realizzare
Per ogni ragazzo che non le ha riso in faccia quando lei gli ha raccontato i suoi sogni
Per ogni ragazzo che l’ha accompagnata alla macchina
Per ogni ragazzo che ci mette il cuore
Per ogni ragazzo che prega perché lei sia felice anche se non è con lei
…questo è per te…
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When you love someone…

Canzone stupenda di Bryan Adams. Attenzione alle parole
 
Eccovi la traduzione italiana, per quelli che l’inglese lo masticano poco :-)
 

Quando Ami Qualcuno

Quando ami qualcuno – farai di tutto
Farai tutte quelle strane cose che non puoi spiegare
Caccerai la luna e farai uscire il sole
Quando ami qualcuno

Negerai la verità, crederai in una bugia
Ci sarà un tempo in cui crederai di poter volare davvero
Ma le tue notti solitarie sono appena iniziate
Quando ami qualcuno

Quando ami qualcuno te lo senti dentro, nel profondo
E nient’altro potrà farti cambiare idea
Quando vuoi qualcuno, quando hai bisogno di qualcuno
Quando ami qualcuno..

Quando ami qualcuno, ti sacrificherai
Gli darai tutto ciò che hai e non ci penseresti 2 volte
Rieschierai tutto, non importo cosa ne verrà
Quando ami qualcuno
Caccerai la luna e farai uscire il sole
Quando ami qualcuno

 
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